L’Eterna Tragi-commedia
A egregie cose il forte animo accendono l’urne elettorali
E, bella, ridicola e Santa, al cittadin che spera, fanno l’Italia, che le riaccetta.
Speriamo, questa volta, che ce la caviamo !

 

Il  “TALISMANO” si propone di aiutarci.
(verrà inviato in dono a chi riuscirà ad arrivare sino alla fine)

Primo consiglio pratico per rendere piacevole la lettura
Tratto da Gargantua e Pantagruel scritto da Rabelais
(1494-1553) Umanista benedettino del Rinascimento
*Oh voi che il libro a legger vi apprestate
Liberatevi da ogni passione
Che legger non fa male, né infezione
E, innanzi al duol che a volte incombe
Consiglio il “riso” che, dall’animal l’uomo distingue.

                            

Premessa
Questa “impresa” non ha alcuna pretesa scientifica, filosofica o religiosa, si tratta  di un’ idea intesa a stimolare le persone affinché riprendano contatto  con la saggezza che dimora nelle nostre ancestrali profondità, spegnendo temporaneamente gli interruttori degli aggeggi “audiovideoelettrodigitali” che quotidianamente ci ubriacano di tecnologia solitaria e di fretta competitiva.
Ciò che proponiamo sono dei “percorsi” per facilitare il cammino di chi si rende conto che bisogna fermare il degrado “ecosociopsicopolitico” e non sa a quale santo rivoltarsi.
Il santo che noi proponiamo è una santa :
La “ Sacra Coscienza Umana Recuperata ”         
(SCURE),
da tempo scomparsa e che, insieme, cercheremo di ritrovare.
Il  “Progetto del Talismano” intende promuovere  pensieri e soluzioni che, considerate le caratteristiche  della nostra esistenza - “palloncino sospeso tra favola, commedia, realtà e tragedia”- possano renderci il viaggio più piacevole e alleviare i disagi finchè non incapperemo nello spillo fatale.
A partire dalla prossima kliccata, all’attuale dizionario on-line, sarà affiancato   
“L’Umanitario” che spiegherà il significato di importanti concetti in chiave umana.

IL  TALISMANO DI TRITTILL
Viaggio alla ricerca della “Scure”
01 - Introduzione
Chi a suo tempo ha avuto la “chance” di leggere il  “libretto rosso” delle citazioni di MAO, ha incontrato una strana storia : “L’uomo che rimosse le montagne”.Come fece lo sapremo alla fine del Talismano! Anzi la storia verrà inviato in busta chiusa a chi seguirà…… Sembra tuttavia interessante anticipare che quell’uomo aveva proprio ragione quando diceva al gregge che la rivoluzione si fa con la partecipazione di tutti e il cambiamento deve avvenire dentro ciascuno di noi, perché, non si può fare affidamento su un gruppo di “persone chiacchierone”, che impartiscono solo ordini agli “altri” (vedi “Alì Babà e le 400 Istituzioni con tanti cialtroni)
“Parole e azioni”, - continuava, - “devono contribuire a unire; parole e azioni devono favorire e non danneggiare l’edificazione di una democrazia”.
Certo, direte voi, erano altri tempi, quelli erano rossi e cantavano “East is Red”, ma noi che abbiamo adottato il neutro dell’opportunismo, abbiamo scordato anche l’inno di Mameli e, così continuando, prima o poi, non ci ricorderemo più nemmeno di essere
italiani, figli di………una donna una volta onesta,  che ha perduto l’identità.

 *(Citazione dedicata al poeta)
“Italia solatia, dolce paese” cui regnarono Guidi e Malatesta …….
Italia ormai immergente, vecchio paese, il mondo è una  commedia,
Ma qui, da noi, senza governo, avanza la tragedia”   (Romano Maria Matteo Boiardo))

Di norma, nella Terra, si incontrano e si scontrano 4 categorie di individui:

  1. i saggi     -  che cercano di percorrere le strade dell’onestà
  2. i furbi      -  che praticano l’ipocrisia
  3. gli eroi     -  che in paradiso siedono tra i santi
  4. i potenti   -  che creano gli schiavi e l’inferno per gestirli.

Nel nostro Paese c’e una quinta categoria, quella dei “ partitofanti ”, un incrocio tra politicanti e faccendieri, che occupano le Istituzioni ramificando le loro ragnatele sino alle cittadine di pochi abitanti e il loro compito istituzionale è  quello di servirsi delle Istituzioni, per organizzare la disorganizzazione e spremere “pantalone”. Qualcuno si salva perché non vede, non legge, non sa e non dice.
Il  grave è che dietro c’e un popolo che li elegge e che, in buona parte, si  specchia negli eletti imitandone le gesta, negli ambiti delle competenze e delle interrelazioni.
Tutto in spregio all’integrità morale, all’onestà, alla professionalità e all’interesse della Nazione che, per noi italiani si condensa nella “Nazionale di calcio” e nella Ferrari. (Quando vincono) - Pare che l’ultimo statista italiano capace di trovare il punto di equilibrio della ingovernabilità degli italiani sia stato Giulio Andreotti.

Il  TALISMANO è rivolto al pensiero e alla collaborazione di  persone di normale onestà e di normale intelligenza, per aggregare idee, suggerimenti e azioni da adottare a
“furor di popolo”.
Un saggio giudice giapponese diceva che la collettività guadagna se ognuno di noi riesce a rinunciare a qualche cosa. Nel nostro caso si dovrebbe rinunciare alla violenza, all’ipocrisia, all’egoismo e all’ignoranza -  Siamo dentro una farsa dove si fa satira, nei giornali, nei “blog “ e alla televisione; dove la telenovela delle colpe politiche, rimbalza da sinistra a destra e di porta in porta, in un  giallo dove  i meno ricchi sprofondati nella depressione continuano a fare audience, a soffrire e a pagare. Ma perché gli italiani onesti che lavorano e hanno sempre lavorato per l’immagine dell’Italia e degli italiani, eredi di Leonardo, di Marconi, di Dante e Veltrusconi, meritano questa “situazione senza soluzioni”?  Possibile che non si riesca a selezionare almeno 2 dozzine di esseri pensanti, col “bernoccolo” della saggezza umana e dell’onesta intellettuale, con almeno due anni di praticantato nelle tecniche di rimozione stercaria ?

1° - Chi vede, tollera, partecipa e non reagisce….. è colpevole come chi trasgredisce!
2° - Urgono  risorse nuove, buona volontà e coraggio di non aver paura.
3° - Solo un ricupero di dignità  può riqualificarci nella comunità delle  nazioni.
Teresa di Calcutta ci ha ricordato che ognuno di noi, nel passaggio sulla Terra,
deve dare il meglio di sé anche se…………………alla fine riceverà dei calci in faccia.

“Alla faccia della varechina” direbbe Totò!

 

 

02 - Presentazione dell’autore

L’autore ( Piric Trittill) non ha nessun riscontro con la realtà, è un essere inventato come gran parte della storia scritta dagli storici vincitori, motivo per il quale i libri di storia nell’alternanza, spesso, vengono sostituiti.
Il manoscritto che verrà kliccato nelle pagine di Internet, con l’aiuto dei lettori, si collocherà a metà strada tra la bugia e la fantasia, tra la commedia e la tragedia, tra la satira e la verità, tra la giustizia e l’igiustizia., ma rispecchierà la micro-realtà di chi prende ogni giorno la metro e paga le multe, ambedue sconosciute ai potenti.
L’autore, in viaggio sul Pianeta terra, come tutti i normali mortali, potrebbe essere un  pastore  antropocosmonuragico, venuto dalla galassia “Ichnusa”, o  da un incrocio tra angeli e diavoli extrafisici alle origine dell’Universo, potrebbe essere pure un bambino extracomunitario nascosto nelle pieghe della nostra coscienza, spaventato dall’organizzazione della disorganizzazione nel nostro “Stivale”, ma soprattutto dalla confusione dei giudizi e dei pregiudizi su chi debba amministrare la   ________________ tutti ne parlano nessuno sa cosa sia. (forse l’ italica fenice).
Lasciato il mondo del pecorino e del cannonau alla tenera età di 23 anni, dopo aver corso il rischio di amministrare per tutta la vita una fabbrica di mattoni, un destino benevolo lo ha strappato all’Isola e gli ha  trovato una collocazione lavorativa nel “Continente”. Per circa 50  anni, attraverso religioni, scontri, rivoluzioni e ricostruzioni, ha visitato più di cento paesi incontrando ruderi è tecnologia, antichità e modernità, santi e meno santi, ladri onesti e ladri disonesti, brutti e belli, alti e bassi, osservando, ricercando e annotando informazioni e opinioni di culture diverse e trasmettendo onestamente le buone immagini del pensiero, dei  prodotti, della cultura e della cortesia italiana. Ha pregato in 8 religioni diverse, ha vissuto 5 anni tra gli islamici, i suoi più cari amici sono cinesi..
All’estero ha ricevuto applausi, ringraziamenti e riconoscimenti; nel suo Paese : richiami, punizioni, revoche e sofferenze, per dichiarata allergia alla disonestà e all’allineamento sindacal/partitico.
Si racconta di un Direttore Generale al quale più volte fece saltare il sigaro dalla bocca, di un altro al quale fece volare tutte le pratiche della burocrazia sbattendogli gli attributi nuragici sulla scrivania, persino di un alto “Politicante” che lo incriminò per essere stato da lui costretto ad alloggiare in un albergo con poche stelle e a viaggiare senza scorta, in taxi e in classe turistica, come qualsiasi  civile mortale. Cercarono di fargliela pagare, ma non aveva mai rubato.
Questo era il suo punto di forza, ma anche il suo punto di debolezza.
Gli incontri con  religiosi, ministri, capi e vice capi, donne e uomini di potere e di governo, ambasciatori, imprenditori e scienziati, italiani e stranieri, hanno stimolato le sue riflessioni e gli hanno permesso di raccogliere interessanti annotazioni, opinioni utili e umane che verranno aperte alla conoscenza di tutti in questo appassionante lavoro. 
Sia chiaro che i contributi devono essere di fantasia e creatività, applicabili a casi concreti di risanamento civile, economico, morale, religioso e anche ecologico.
Nessuna volontà di eliminare i ”Politici”, cercheremo semplicemente di scovare quelli
“ ONESTI ”
L’economia senza politica è una barca senza timone, la politica senza giustizia è un timone inaffidabile,  la giustizia senza morale è un ciclone inprevedibile.
Ma cos’e la Morale ?

La risposta sarebbe lunga e complessa, perciò passo la Kliccata all’autore:  
“A mei mi nanta Piriccu Trittillu, non sei tanti bellu ma deu seu su lillu, su lillu su lallu de Donna Ceccella (Mia nonna era una nobildonna del Giudicato di “Corrus de Perdasdefogu” mentre il mio trisavolo “Buiccu” fu il frutto dell’amore virtuale tra un raggio di sole e una religiosa della Madonna di Bonaria, santuario che si trova accanto alla villa del Governatore di un’isola che malgrado sia  piena di sole, di spiagge di cibi prelibati, di mirti, corbezzoli, di caprette e di pecorino, ha tanti sassi, tanti, veramente tanti, troppi macigni che le impediscono di decollare sotto il profilo economico/sociale e la mantengono al  traino degli insaccati dell’ Emilia e Romagna.

* Traduzione per gli stranieri :“ Mi chiamano P.T., non sono tanto bello ma sono il coccolino di Donna Ceccella, quella di “Corrus de Perdasdefogu”, sempre quella, in lingua locale  e italiana”.
In italiano la località si chiama “Corna di Pietre di fuoco” . Ex base Nato per esercitazioni missilistiche collegate ai sottomarini nucleari scomparsi dalla Maddalena.                                                                 
“Mortacci loro”! -  direbbero in romanesco gli antichi nuragici.

 

Fui concepito da E. and A. e venni alla luce in tempo di guerra quando giravano svastiche nere, fasci neri, balilla giovani e fieri ma sempre neri (anche le balilla della Fiat erano nere) figli della lupa tutti neri e pure neri erano i figli dei distributori di olio di ricino, anche allora importato dalla Romagna.
A quel tempo un eco popolare ripeteva…..magna, magna, magna !  - “Gli uomini cambiano ma le Istituzioni restano” – Ha scritto Jean Monet, quando negli anni “50 ha partecipato alla ipotesi di costituzione di una Comunità Europea. Ma aveva dimenticato che gli uomini cambiano solo il colore del pelo, dei simboli e degli slogan ma il vizio resta. Un richiamo rimbomba eterno nella loro incoscienza: “....magna, magna, magna “!  
e coloro che predicano il socialismo raccolgono pure le briciole.

Ma torniamo al nero che colorava quegli anni neri, per raccontare un fatto buffo causato da un militonto (gerarca con divisa di orbaccia nera di pura lana caprina) disegnata e realizzata da  “Adolfu Valentinu” nonno di un famoso stilista dell’ Isola, che propose di tingere di giallo i quattro mori affinché anche nello stendardo apparisse “la forza purgante” del Governo. Per fortuna la “purgata dei 4 mori” non avvenne perché la collettività cinese, che già allora era potente, minacciò di ritirare tutte le “zeracche” al servizio della nobiltà isolana e di cospargere di immondizie le vie della capitale. La zeracca, nel “ventennio” era la badante odierna e i governanti di allora disdegnavano il rosso e amavano il giallo.
Scusate, ma ho preso a prestito l’introduzione del prossimo libro, iniziato verso la metà degli anni ‘60 quando in tutto il mondo aleggiava la grande rivoluzione del pensiero che fremeva nelle gigantografie di Marx, Engels, Lenin, Mao e Stalin in mostra permanente nella piazza Tien An-Men di Pechino.
“ East is red” si leggeva ovunque, anche a Ovest.
Il bianco era restato congelato nelle nevi polari e negli Stati Uniti d’America.

Chiedo ancora scusa, per l’inciso,  e riprendo a illustrare l’opera di cui trattasi.

Talismano e viaggio, come già accennato, vengono fuori da un lungo lavoro di rilettura e riordino di pagine e pagine di appunti raccolti in tutto il mondo e custoditi nelle  mie agende; ritagli di giornali in lingue diverse, lettere scritte agli amici e ai nemici e relative risposte; libri letti e dimenticati che fremevano negli scaffali della mia biblioteca. Il tutto ascoltando la radio e la televisione per annotare le poche cose interessanti dei pochi programmi intelligenti che talvolta ce le raccontano. Contemporaneamente ho navigato nelle acque preziose e infide di Internet alla ricerca di conferme e nuove idee, correndo il pericolo di precipitare in qualche cloaca a cielo aperto nella rete fognaria esistente, o di incappare in qualche gabbia per uccelli di “Second Life”. Per fortuna tutta questa “mucillagine”, come la chiama De Rita, è ancora virtuale! Anche se i recenti accadimenti ci stanno facendo scoprire quello che già sapevamo, che le immondizie sono reali e se ben distribuite possono star bene in tutto lo “stivale”.
L’ascolto di melodie classiche e leggere mi distrae dalla puzza e mi accompagna sempre nelle trascrizioni, nelle meditazioni, nei tagli, nei ritagli, nelle digitazioni, negli incolli, nei decolli e nell’ invecchiamento.

 

Una bella esperienza che consiglio a tutti coloro che vogliono investire in saggezza, che poi ci aiuta nelle decisioni della vita quotidiana, quella che ogni tanto emerge dalle pozzanghere come dicono gli arabi, quando il sole le illumina, quella che si trova  sparsa in tutto il mondo, in molti saggi defunti e in qualche saggio presunto del nostro tempo.
Basta annotare pensieri e considerazioni ritenute utili e poi concentrarsi almeno un’ora alla settimana per eliminare quelli inutili. In circa 50/60 anni di attività, in media raccoglierete  3250 ore di osservazione e conoscenze per uso personale ma anche trasmissibili gratuitamente agli altri. Chi non ha tempo o pensa che sia troppo oneroso o troppo tardi, può restare seduto in “consolle” e provare con l’ignoranza, da diluire nelle oltre 500/600.000 ore a disposizione in 60/65 anni di vita pensante sulla Terra.  

Le “annotazioni” del “Viaggio”sono “Itinenerari”,  ricordi, impronte che ci sono rimaste, sogni, speranze, passioni, opinioni, stimoli alla creatività, accettabili o rigettabili. Non ci sono dogmi o verità assolute, sono semplicemente delle idee attive che, condivise potrebbero portare a progetti più umani per la ricerca “vera della verità delle virtù per vivere meglio”, per cercare di non precipitare nel baratro con tutto il gregge globale, multicolore, multiraziale e multireligioso, belante, vociante, fanatico, rombante e applaudente. Tutti in corsa per arrivare primi, per apparire alla televisione, nelle grillate, nelle vespate, nei girotondi (speriamo che non riprendano), per il successo, per il business, per il “profit”, per  il potere, per la felicità, per trovare i 500.000 euro dentro  la scatola, per poter fare in “questo mondo libero” quel che si vuole.
Leggete questi itinerari e collaborate al loro completamento e alla loro diffusione, cercando di scavare in fondo alla vostra pozzanghera, per trovare uno zampillo genuino che possa alimentare il fiume dell’onestà e della saggezza.

 Popper, sino a pochi istanti prima della sua dipartita ha continuato a sostenere che
la nostra Terra è :
“una  miniera inesauribile aperta alla ricerca e alla meditazione”.
Il grande Popper ha ragione ma :
” la salute senza soldi è una mezza malattia”. Diceva Gilberto Govi.
Il nostro sarà un viaggio insieme nella diversità delle idee e delle opinioni

 

 

03 - Presentazione dei personaggi e dei modertori

Di volta in volta interverranno:

Filosofi - Dicono cose incomprensibili a se stessi e pretendono che gli altri le comprendano. Ma  ci hanno insegnato la critica.

Scienziati - Hanno allungato la vita ai topi e ai moscerini ma non riescono a mantenerli eternamente giovani. – Purtroppo anche il vino pur tappato e isolato, invecchia.
Si stanno specializzando nella manutenzione, nel gonfiaggio e nei  ricambi.
Forse un giorno riusciranno a prolungare anche la nostra sofferenza in terra.

Artisti – Ce ne sono tanti, la gran parte falsi che pensano di poter imbrattare le tele,
gettare parole al  vento ed emettere fonemi musicali senza  ricerca e  spiritualità.   

Religiosi - Predicano sperando che gli altri pratichino la morale dei sermoni.
Esistono delle eccezioni che riescono a  predicare e a praticare : i Santi

P.S. - I “veri” Politici saranno ammessi al dialogo a condizione che vantino almeno 5 anni di ricerca ed  esperienza nel campo delle discipline morali, umane, economiche e antropologiche e sia ben chiaro, i due utili anni di esperienza nelle tecniche della rimozione stercaria.

 

Attori  principali 

- Upupa - (fenice dell’isola di Ichnusa) dove i confini della realtà spariscono e incomincia la fantasia, il sogno, l’arte.

- Margot - (margheritina gialla) ingenuità, entusiasmo, gioia di vivere, desiderio di fare qualcosa per migliorare il mondo

- Cormoran - (cormorano di Cannemari) Cruda realtà dovuta al crescente inquinamento marino.  Nihil onestum quod iustia vacet !

-  Stone - (macigno preistorico) Esorta, aiuta, ruggisce e apprende quotidianamente sapendo di non sapere.

Moderatori

Piric e la sua  SCURE che sarà gestita dalla moglie  Osoira
(Piric, il cui cognome è Trittill, risulta dalla continentalizzazione di Piriccu Trittillu)

* Un tentativo di razionalizzazione, conosciuto come “il rasoio di Occam” avvenne tra il 1200 e il 1300, ad opera di un francescano  (Guglielmo di Occam) che voleva recuperare i valori della fede in Cristo sostenendo due principi molto semplici :
1 - è inutile fare col più quello che si può fare col meno
2 - le entità non devono essere moltiplicate oltre le necessità 

Gli incontri del gruppo di lavoro avvengono in una baia dell’isola di “Ichnusa” dove   
nascosta dietro l’orizzonte,  ogni giorno la luna bacia il sole perché all’alba possa  
diffondere calore e amore in tutto il creato.

Le riunioni avvengono all’aperto sotto un albero secolare di  “figu morisca”.     

04 - Nota dell’Editore
L’autore  in quasi 50 anni di travagli, ha maturato delle convinzioni che verranno
discusse dal gruppo di lavoro nel corso dell’opera. Tuttavia, come orientamento      
Piric è convinto che
forme di governo,  leggi elettorali, leggi impositive, leggi sul lavoro, giustizia,       
economia, imposte, tasse e amministrazione pubblica
sono buone se sono semplici e chiare e chi le applica è buono, ovvero “crede”
nell’Umanità, nella Socialità e nell’Onestà.
Senza  questa morale:  politica, economia,  giustizia,  amministrazione e  
strategia, rischiano solo di essere una 
BARBARIE 
Sempre stando alle opinioni di Piric, La conoscenza sarebbe
uno zaino a quattro scomparti comunicanti : religione, filosofia, scienza e arte.
Religione e arte fanno capo all’anima, filosofia e scienza fanno capo alla mente.
SAGGEZZA MIX
C. and S. Pensieroattivo  - Edizioni on-Line - Roma

                                                 “The show must go”

Arrivederci alla prossima kliccata fra 25giorni.
Volete collaborare?  Inviate idee e proposte a paolopiu@hotmail.com
Sarete i benvenuti, vi risponderemo !
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 Viaggio 2
Il Talismano di Trittill

1° Cap.
LO SCOGLIO E GLI ALTRI

Era passato poco meno di un anno e il 15 agosto 2001, mi ritrovavo affacciato al balcone dello scoglio che domina la baia di Cannemari. Un mare blu, verde e celeste, un lampadario di riflessi di luce e di freschezza, mentre le pupille degli occhi rotolavano in libertà lungo la curva dell’orizzonte, arrivando alle  Galapagos e rientrando in poche frazioni di secondo. Miracolo dell’immaginazione, rapidità del pensiero umano unico e più veloce in assoluto di tutte le velocità dell’universo.

Fendendo lo specchio dell’acqua da Oriente a Occidente, improvvisamente il “cormorano” puntò verso lo scoglio e arrivato a circa 4 metri s’inabisso nel profondo  della Baia, lasciando un avvertimento sulla pelle salmastra degli scogli:

“ Ciò che sta accadendo e solo l’inizio di ciò che accadra “ !

Il messaggio del cormorano mi colse di sorpresa mentre frugavo invano nell’ “hard-disc” della memoria per trovare la seconda strofa di  “a mei mi nanta Piriccu Tritillu“, un cocktail di launeddas, di mirto, di cannonau, di pani crasau, di pecorino e di figumorisca, che mi segue ovunque, e anche quel giorno  mi frullava nella limpida confusione della mente.
Niente,……. vuoto globale,…….. e il mio pensiero si orientò verso altri lidi.

Chi sono io, e chi sono gli altri quasi 7 miliardi di esseri umani che popolano la Terra?
Perché il cormorano lancia questi messaggi allarmistici ?

Iniziando a leggere un trattato di scienza antropologica, qualche giorno prima, avevo scoperto che nei primordi dell’esistenza la nostra diversificazione dagli scimpanzé ebbe inizio a partire dai piedi : “ noi, gli ominidi, non siamo altro che scimmie che camminano a due zampe”.  Lo ha scritto qualche tempo fa Richard Leakey, grande paleoantropologo e archeologo inglese scopritore e studioso di fossili ominidi e naturalmente esegeta di Darwin.

Ma forse seguendo alcuni filosofi e scienziati, potremmo meglio definirci come i discendenti della materializzazione di briciole di energia cosmica o del risveglio improvviso del nulla nel caos dell’universo, apparentemente in armonia.

 E che dire della religione che affida agli esseri umani l’eredità del Creato ?

Forse è più nel vero la religiosità degli artisti che nei momenti supremi di liberazione dello spirito riescono ad avvicinarsi al Creatore  ?

Probabilmente le scimmie, inerpicandosi tra i rami degli alberi, non avrebbero mai potuto immaginare che un giorno, i loro pronipoti, perdute due zampe e tanti peli, avrebbero sviluppato un’anima capace di innalzarsi lungo le cime del nobile e del bene.

 

“ Sembra che io sia stato soltanto come un fanciullo sulla sponda del mare, divertendomi a trovare di tanto in tanto un sassolino più liscio o una conchiglia più leggiadra, mentre l’immenso oceano della verità mi stava ancora inesplorato dinanzi “  - pensava  Isaac Newton agli inizi del 1700, poco tempo prima di lasciare il testimone della scienza a coloro che avrebbero raccolto le sue intuizioni “.

 

Perché ?

Perché quando stiamo per ghermire la verità,  ne appare un’altra più vera,  che si sdoppia ancora in altre verità sempre più vere, all’infinito. Come le onde dell’oceano che nascono dal nulla, si ingrossano, ci sommergono, poi si infrangono e rinascono per infrangersi ancora una volta e poi rinascere un’altra volta.

L’essere umano è un corpo limitato nello spazio e nel tempo, ma la sua mente senza limiti spaziali e  temporali fruga nel mistero del “TUTTO” alla ricerca della scienza eterna, nella speranza di forgiare le chiavi dell’immortalità, come urlava “Faust” dentro le pagine del dramma di Goete.

Ma che cosa cerca la scienza, le soluzioni per vivere meglio o le soluzioni per farci soffrire più a lungo ?

Chissà se i nuovi mortali, ai quali quotidianamente trasmettiamo il testimone della vita, un giorno riusciranno a trovare il filtro dell’eterna giovinezza ?

 “ Chi siamo, che cosa cerchiamo, dove andiamo?”
“  Quali sono i doveri di chi deve trasmettere agli altri il dono della vita ?”

Certo per un credente pensare che la Madonna sia il frutto dell’evoluzione di una scimmia, senza voler offendere il sig. Darwin, sembra piuttosto triste e di cattivo gusto.
E anche la sensibilità creatività di un artista si sente offesa nel  pensare che Grace Kelly aveva una trisavola orrenda e pelosa.

E’ più credibile Nietzsche, quando nelle sue meditazioni filosofiche sostiene che i politicanti sono le “scimmie dei loro ideali”, come dire che i loro ideali sono rimasti quelli dei loro trisavoli pelosi.
Federico II il Grande, sosteneva che un uomo di governo deve essere un vero principe, primo servitore e primo magistrato dello Stato”,  sbarbato, trasparente, senza peli d’acciaio nello stomaco e soprattutto deve cercare di sputare nelle sputacchiere che già da allora erano distribuite negli angoli dei palazzi.
Per chi non lo sapesse, chi ha i peli nello stomaco, specie quelli di acciaio, mangia tutto e di tutto e riesce a digerire senza bisogno di “antonetto” ( quello che fece digerire la mela stregata a Biancaneve) . Per noi normali cittadini è sufficiente la citrosodina.

Ma procedendo nell’interpretazione evolutiva del passato grazie a l’insegnamento di Popper, un giorno non lontano scopriremo che, tra le creature che ci hanno preceduto, la Madonna aveva gli antenati tra le sirene, mentre Grace Kelly apparteneva alla specie delle gazzelle e l’uomo, questo scienziato onnipotente e presuntuoso, sarebbe nato dal furto di una costola di Eva o, secondo altri dalla sua coda distratta. ( Oggi due nuove teorie fondate su ricerche scientifiche e reperti  archeologici :“Eva africana” e  “Homo Ergaster”, contestano il povero Darwin, e suoi sacrifici tra gli scimpanzé.
Il  Padreterno, in ogni caso ci osserva curioso, per vedere dove vogliamo arrivare.

C’è chi pensa che siamo quello che pensiamo e c’è chi pensa che siamo ciò che ingurgitiamo.

Il nostro destino,  è quello che pensiamo o è quello che mangiamo?
Vi ricordate Amleto: “ To be or not to be” ?
Essere o ingrassare?
Pensare che dobbiamo solo mangiare o pensare che dobbiamo mangiare per poter pensare, ovvero pensare che ogni giorno dobbiamo  pensare quello  che dobbiamo mangiare per non ingrassare ?
Chiedetelo alle mamme con prole, mariti ed anziani e alle veline che devono sfilare.
Ionesco sosteneva che:
“pensare, significa non pensare come gli altri”.

Gli altri spesso dicono le  bugie e le ripetono ogni giorno, talmente tante volte che alla fine sembrano vere. Questo avviene soprattutto nelle campagne elettorali.  E se tu pensi in modo diverso, pensando in buona fede di dire la verità, dici delle bugie e vieni “marginalizzato” e quelli che  mangiano perché dicono la verità, non ti lasciano nemmeno le briciole.

Sembrerebbe che il destino di chi cerca una verità autonoma, fuori dalla mandria (gregge o moltitudine), sia  quello di mangiare le briciole lasciate  da coloro che condividono una verità collettiva, percependo comodità e benessere in quanto appartenenti alle “caste del gregge”. Le bestie ormai pascolano in prati protetti. Negli altri territori,  sono passate le cavallette o ci sono i Rom o si sono accumulate le immondizie.

Se Dio esiste chi è ?  Ma se Dio non esiste, chi siamo ?

Per i credenti  Dio esiste ed è l’essere creatore e Signore del cielo e della terra e noi siamo, gli eredi spirituali del Creato.

Per i non credenti nel Dio dei credenti, esistono altri “Dei” capaci di  coniare ideologie e modelli che porteranno eterno benessere alla società civile o a chi riuscirà a salvarsi.
E così, accanto al povero cristiano “honestus” che ogni mattina si sveglia  cercando di credere, esistono diverse versioni “deiformi” di’ “homo sapiens”, edonisticus,  electronicus, ciberneticus, calciantibus, digitale, virtuale, omofobo, gay o finto cardinale, che non crede  ma  finge di credere coniugando sempre il verbo avere per poter essere:
Io ho, tu non hai, egli non ha,
quindi
Io sono, tu non sei, egli non è un bravo……. fratello

“Ora et accumula per te e per chi ti protegge dal male”.

Dunque anche i non credenti nel Dio dei credenti credono in altre potenze meno divine, attraverso le quali  è possibile raggiungere in terra la felicità senza attendere di essere proiettati nell’ armonia dell’ “al di la”.

 

Il sole si stava avvicinando allo zenit e il mio cervello dava segni di surriscaldamento anche perché negli ingranaggi del frullatore della mia mente si erano accavallati troppi interrogati e pensieri che richiedevano risposte complesse, più adatte a un cervello fresco nelle ore della prima colazione.

E, candu su soli t’incocciara, immesu ais perdas, accabasa arrustiu !
(per gli stranieri : e, quando il sole ti incoccia, tra gli scogli, finisci abbrustolito).

Presi lo slancio e mi tuffai dentro la colata blu dello specchio scintillante e  la mia anima, svuotata da tutti gli interrogativi, immersa in un sogno fluttuante………esclamò …………… “questa è una briciola di immensa libertà”!

Una emozione di gioia,  di partecipazione alla vita, liquefatto nel mistero della natura.

 

Le lancette dell’orologio si erano appena incontrate in cima al mezzogiorno e il sole incocciava come non mai.
Ancora qualche fornetto per asciugarmi, poi un percorso di qualche metro in equilibrio tra gli scogli e quindi su per il viottolo tra lentischi, ginepri e “figu moriscas”.

Mentre salivo, tra le erbe ormai bruciate dal sole e le piante grasse, all’ombra di una mimosa, sorretta da un’esile gambo, mi stava osservando una margherita, più gialla che bianca.Trovare una margherita  riuscita a sfuggire all’incocciamento del sole, nel mese di agosto, non capita tutti i giorni e soprattutto non capita a tutti.

Colsi la margherita e, appena arrivato sotto l’ambra del tetto di casa, la misi in un calice di acqua fresca e vi aggiunsi mezza aspirinetta (quella per i bambini). Nel mio cervello la chiamai Margot.

Osoira  (Rasoio e Scure moderatrice) ma anche gelosa,  mi informa che sto troppo allungando il brodo e quindi devo chiudere, se non voglio che mi venga tagliato qualche attributo così caro come sa chi………….(voi sapete). Carissimi lettori, avremo occasione di parlare di Margot più avanti, nel prossimo incontro col Talismano, nel quale avremo  anche l’occasione di presentare Stone e gli altri.

 

Col permesso di Osoira passerei quindi a introdurvi L’Upupa (Unico, impareggiabile, immortale, introvabile e misterioso pennuto).

“Vai avanti Trittill e non tergiversare in romanticismi”
Disse Osoira, mostrandomi i denti della scure.

I go on!

“Eppur si muove”!

Molti dicono che sia una leggenda, altri sostengono che la frase sia stata pronunciata sottovoce da Galileo Galilei al tribunale dell’inquisizione, durante il processo da parte della Casta del S.Uffizio, quando fu costretto all’abiura dell’eliocentrismo. ( era il 1633 e Galileo aveva 69 anni).
La scienza si evolve, le religioni si evolvono, i filosofi sono sempre scettici e gli artisti intuiscono, perciò noi moderni non abbiamo più alcun dubbio e pare proprio che la Terra giri intorno al sole insieme alla luna che gira intorno alla Terra.

Quella mattina, mentre il sole faceva capolino dietro la corona delle montagne che cingono la baia, mi risorse il dubbio se veramente siamo noi che giriamo intorno a lui o e lui che gira intorno a noi.  Più tardi, in spiaggia, osservando l’infinito e pensando ad Albert, mi venne in mente che tutto è relativo e dipende dai punti di vista.
Se consideriamo che gli astri pur  girando e attraendosi tra di loro a enormi distanze dalla Terra, a noi sembrano fermi, allora anche il sole nel contesto delle girandole degli astri, gira intorno a qualcuno.  Pensavo e scrutavo lo spazio quando fui distratto da una doppia luna in perizoma distesa sulla sabbia dorata del nostro Pianeta e mi accorsi che il sole girava intorno a lei, e lei si voltava e rivoltava per prenderlo dappertutto e alcune persone ruotando gli occhi le giravano intorno. Dunque la terra gira intorno al sole, la luna gira intorno alla terra e gli uomini girano intorno alla luna. La luna è donna e la donna è tutto il cielo, non solo l’altra metà, perché regola le rotazioni di tutti gli astri.
Chiarito il dubbio, che in fin dei conti ai fini dell’abbronzatura non era rilevante, andai alla ricerca del solito sasso significativo da trasportare su per la salitella, tentando di infilarlo nella borsa da spiaggia della mia compagna (sempre la stessa moglie) che sistematicamente lo rifiutava.

Più avanti, quando parleremo dell’ arte spiegheremo come e perchè  avviene la ricerca
dei sassi, che talvolta sono dei piccoli macigni.

Osoira mi suggerisce di piantarla con queste elucubranti stupidaggini e mi ricorda che è ora che incominci a parlare del libro e quindi di presentare l’Upupa !

Vado !

Il pomeriggio precedente alla mattina del dubbio sul sole, era riapparsa l’Upupa.
Passate due stagioni dall’ultima apparizione, l’uccella, alle 5 della sera si era posata in cima al cancelletto che dal nostro giardino immette nel viottolo per scendere al mare.

“Piriccu, piriccu” urlò a voce bassa mia moglie “ è tornata l’Upupa” !

Per non spaventarla restammo dentro casa col naso “spiaccicato” nel vetro della finestra.

Dieci, quindici secondi e l’uccello adocchiò una grossa cavalletta che brucava nel prato.

La prese col becco, la sbatté per terra staccandole le zampe e la testa e poi gettò in aria la parte restante ingoiandola a becco spalancato. (Da un ornitologo appresi che usano questa tecnica perché possiedono una lingua troppo corta per poter ingurgitare direttamente il cibo).

Ruotò la cresta multicolore a 360 gradi e  guardandosi intorno spiccò il volo.

Un aquilone magico, senza  età e senza tempo, una silohuette rosso mattone e due  ali a strisce bianche e nere con un’apertura di 60/70 centimetri. Appresi che un uccello del genere pesa meno di 70 grammi.

La prima volta che la vidi urlai : “ Rosy, nel prato è atterrata l’Araba Fenice”!.
Ne ero talmente convinto che feci delle ricerche nella Treccani, nel Larousse e nella Encyclopaedia Britannica (Ancora c’era internet) e scoprii che la  “Fenicè” è un uccello sospeso tra il mito, la leggenda, la religione, l’arte e la scienza. Esattamente come noi!
Prodotto della fantasia dei seguaci del Dio-Sole fu anche il primo uccello creato dal Padreterno nel Paradiso Terrestre. Per millenni narratori, poeti, sacerdoti  e filosofi ne hanno  parlato e sparlato ma  come scrisse il Metastasio :
“ che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa”.

Io ebbi la fortuna di verla e di sapere che era nel mio giardino. Per me l’Upupa era la Fenice, era la Fenice Ichnusiana, ovvero “Upup”.
Gli antichi egizi consideravano evento di buon auspicio, di gioia e di speranza ogni volta che la fenice si posava sopra il salice sacro di Heliopolis. Era sacra e la chiamavano “Ba” (anima del sole) ”  incoronata con l’emblema del disco solare (Atef)
Anch’io considero evento di buon auspicio l’atterraggio dell’Upupa in cima al cancelletto sacro del mio giardino e penso che l’ Upupa sia la versione reale della Fenice. Ogni anno  rivernicio accuratamente il cancelletto, perché l’uccella lo trovi pulito per poterlo sporcare con gioia.

Osoira  pare che sia interessata alla storia e mi dice di continuare.

Secondo le diverse opinioni e le comuni credenze, la Fenice pare che viva dai 500 ai 7000 e, persino ai 12.000 anni, nutrendosi di perle, di incenso, di mirra, di mirto e di cannella. .
Quando sente prossima la fine dei suoi lunghi giorni accatasta ramoscelli di mirto, cedro, spigonardo, sandalo e altre pregiate piante balsamiche e costruisce un nido a forma di uovo sulla cima di una quercia o di una palma.
Si adagia su quell’ultima dimora e lascia che i raggi del sole la incendino e la trasformino in cenere.
Pare che mentre le fiamme si muovono al vento, tra gli aromi delle essenze bruciate si diffonda un canto celestiale di rara bellezza.
Dalle ceneri della madre nasce la “fenicella”, destinata a vivere a lungo quanto la sua generatrice.

Dicono che dalla gola della Fenice giunse il primo soffio della vita
Nella Bibbia viene identificata con l’Ibis e spesso appare nell’iconografia delle catacombe come simbolo della resurrezione della carne.

Col permesso del rasoio, anche se ancora non abbiamo analizzato il concetto di quadrilogia, ho trovato che nella lunga vita della Fenice si possono individuare i quattro fondamenti della sua esistenza:

  1. si crea da se stessa e non ha maestri
  2. ne esiste una sola per volta, ne single, ne gay, ne femminista, ne omofoba.
  3. si può riprodurre solo dopo il suo incenerimento
  4. può vivere anche 12.000 anni ma sempre sola.

Pensate che il mistero di questo uccello sta in tutte le storie mitologiche, favolistiche e antropologiche delle grandi civiltà del mondo, oltre a quella egizia e greca.
Nella mitologia cinese, ad esempio, la Fenice ( Feng-huang)  è una delle 4 forze primordiali dei cieli e rappresenta il potere e la prosperità, attributo esclusivo dell’imperatore e dell’imperatrice
Spesso viene raffigurata dentro una sfera di fuoco (Il sole).
Ecco la quadrilogia delle  forze cinesi: Bai-hu, tigre – Ki-liu, unicorno – Gui-xian, tartaruga – Feng-huang, fenice.

In India viene chiamata  “Garuda”. Nota compagnia di trasporto aereo.
Nelle leggende ebraiche viene chiamata “Milcham” e pare che dopo che Eva ingurgitò il famigerato frutto, divenuta gelosa convinse tutte le altre creature a mangiare il frutto, solamente la Fenice si rifiutò restando unico esemplare di purezza del Paradiso Terrestre.
Nelle leggende dei Maya era un dio uccello o serpente piumato chiamato  “Quetzalcoati” che aveva il dono di morire e risorgere dalle ceneri.
Gli indiani del Dakota la chiamano “Wakonda” uccello del tuono.
Ma venendo ai nostri giorni nella saga di Harry Potter l’uccello di nome Fowkes (Fanny) si ispira al mito della Fenice, mentre  “il Pokemon” , con poteri bionici e lacrime curative, ha i suoi antenati nella fantasia e nel mistero della Fenice giapponese.
Dunque, l’uccello per millenni ha rappresentato per gli esseri viventi un mistero, ma anche per tanti esseri viventi del nostro tempo resta un mistero.
Non vorrei scommettere che forse un giorno scopriremo che è il nostro più antico antenato!

                Quella è l’araba fenice, l’ Upupa è la “fenice ichnusea”

“Ma di chi è questa voce stonata che canta “anninora, anninora cuccumeu”?

“Caro Trittill, te lo dico io chi è ! - Disse Osoira, facendomi gli occhiacci.

“E’ la voce di Stone che aspetta la prima convocazione del gruppo affinché tu la pianti di raccontare tutte queste frottole e incominci a lasciar parlare gli altri ”!

“Va bene, va bene !”

La prima riunione è fissata per la prossima puntata ma datemi ancora qualche minuto per presentare Stone, così si tranquillizza.

 

 Chi è costui ?

Stone è un macigno che ha una età non definibile, forse 4.000 o forse 40 milioni di anni.
Chi  si dovesse trovare in Ichnusa lo può incontrare lungo la litoranea che da Cagliari porta a Villasimius al  Km. 32. 
Lo vidi la prima volta quando ero ancora fanciullo, percorrendo quella strada in auto con i miei quando ci si fermava di tanto in tanto in mezzo alla polvere, per spostare le grosse pietre che la pioggia dei giorni precedenti aveva fatto precipitare dalla montagna.

Stava li tra tanti altri macigni preistorici, sputati per aria dai vulcani, talmente vecchi che si sono tutti spenti per la noia.
Vista sul mare, profumo di lentischi, corbezzoli, ginepri, mimose ed altre mille erbe aromatiche abbrustolite dal sole. Quando lo accarezzai per la prima volta mi scottai la mano.
Con una padellina e quattro gocce d’ olio, in agosto ci si possono friggere le uova diceva la Tata.

Ogni volta che torno nell’isola e passo per quella strada lo saluto e lui mi risponde con un sorriso sornione, come dire : “ bravo sciocco, hai lasciato l’Isola per andare dove !”

Il rasoio mi dice di non immergermi in pensieri nostalgici e di andare avanti.
“Ma quanto rompi Osoira”!

Stone , agli inizi del nuovo millennio è entrato in una “second life” in Internet dove interpreta la figura del saggio tra gli amici di Klikkina  (www.Klikkina.it).

Con i personaggi del Talismano abbiamo creato un gruppo di lavoro virtuale, sotto la secolare pianta di “figumorisca” nella Baia di Cannemari e abbiamo deciso di riunirci virtualmente almeno ogni  24 giorni per fare il punto su argomenti di interesse per gli adolescenti, i giovani, i meno giovani e i bacucchi rimasti bambini.

Trittill (per gli amici Piric) che sarei io, avrà il compito di convocare i partecipanti che oltre a Cormoran, Margot, Upup e Stone saranno filosofi, religiosi, artisti e scienziati, uomini e donne, viventi e defunti, in grado di esprimersi in termini accessibili a un volgo terrestre (moltitudine, gregge o mandria) di cultura medio/bassa e con pochissimo tempo a disposizione per leggere. Tutti voi immaginate perché. (tempo e fatica)
Forse vi siete già accorti che Osoira è l’anagramma del rasoio, fatto per ottenere un nome esotico e più gentile, così potrà rompere gentilmente “Osoira” continuerà il suo ruolo di moderatrice ed equilibratrice di ogni discussione, incontro e scontro, che avverrà in termini riservati e politicamente corretti dentro le pagine del Talismano.
Con i quattro personaggi citati, più Piric, più Osoira e i pensieri dei saggi defunti, è stata creata la “ Congrega per la Rinascita dell’ Essere Umano”.  CREU,  all’indomani dell’abbattimento delle torri gemelle che alcuni stupidi considerano il secondo ammonimento del Creatore dopo quello di Babele.
Nella  “ antica lingua di Ichnusa”, CREU ,  significa penso, credo e anche creo.
Il principio cartesiano “cogito ergo sum”! nella civiltà nuragica esisteva già da molti miliardi di anni ed era:

“CREU and CREU”

in formula pitagorica era  “ CREU ”  al quadrato (Credo e quindi creo o penso e quindi
credo, o penso, credo e creo o viceversa)

Ricerche antropologiche non confermate, confermano che il cranio dei nuragici fosse quadrato.  I cerchi alla base dei nuraghi infatti sono sempre quadrati. In alcuni governanti moderni più evoluti pare che a causa di un processo involutivo “ichnusiano” il cranio sia diventato triangolare a forma di incubo per gli espatriati.  

Nella prossima puntata assisteremo al primo incontro del gruppo di lavoro, all’ombra del “figumorisca”, e dopo la presentazione di Cormoran e di Margot, verrà data  la parola a Stone che è il più vecchio vivente ed è il più saggio della congrega.

Se t’interessa collaborare, scrivici.
Arrivederci alla prossima
Piric